Circa il turismo creativo

Il Turismo Creativo

Il Turismo Creativo è considerato come una nuova generazione di turismo che coinvolge i turisti stessi e i locali nella creazione (co-creazione) di prodotti turistici.

Il concetto di Turismo Creativo è apparso ai primi del 2000, ed è stato definito come:

‘‘Un Turismo che offre ai visitatori l’opportunità di sviluppare il loro potenziale creativo attraverso la partecipazione attiva in corsi e esperienze di apprendimento caratteristiche di ogni destinazione turistica scelta.’ Crispin Raymond e Greg Richards (2000).

Soffiare vetri a Biot (Riviera Francese), sonare un concerto a Barcellona, fare un curdo di ceramica a la Toscana, participare a lezioni di cucina a Bangkok, tessere secondo la Tradizione Mayan, realizzare musica rilassamte a Ibiza, … sono solo alcune delle innumerevoli esperienze che i turisti creativi sono impazienti di vivere durante il loro viaggio.

Nell‟ ultimo decennio questa nuova tendenza, che porta a scoprire una cultura straniera attraverso l‟esperienza diretta di quest‟ultima, sta crescendo in maniera esponenziale.

Al giorno d‟oggi i turisti non sono piú disposti a conformarsi ai tradizionali tour turistici ma sentono la necessità di essere coinvolti nella vita quotidiana della destinazione. Non vogliono essere considerati come dei “turisti”.

Un nuovo paradigma per il settore turistico:

L’emancipazione del “TURISTA” da un mero compratore di vacanze a un attivo “VIAGGIATORE” che (co-)crea la sua personale esperienza culturale, pone l’industria del turismo di fronte a nuove sfide.

Ormai si necessita la sosituzione di un approccio dall’ “alto al basso” (l’industria del turismo ha imposto offerte e pacchetti standardizzati per decenni) con uno dal “basso all’alto” (in cui si deve prendere in considerazione la  domanda specifica dei turisti).
Questo porta alla nascita di un nuovo paradigma per l’intero settore turistico. Le destinazioni turistiche devono ora competere in termini di creatività più che in termini di loro proprie caratteristiche generali.
Fatto che implica la collaborazione con artisti, artigiani,come cittadini, all’interno di una vasta gamma di partner singolari, per progettare e produrre proposte singolari e creative.
Invece di competere, il Creative Turismo Network® offre loro l’opportunità di promuovere le loro specificità  attraverso l’etichetta “Creative Friendly Destinations“.

L’ASSETTO del Turismo Creativo:

Il crescente interesse dei turisti per questo nuovo modo di scoprire una cultura riguarda in particolare gli operatori e
i responsabili dello sviluppo territoriale, attenti alla possibilità di attrarre un turismo di qualità, mettendo in risalto il
patrimonio immateriale (laboratori di artigianato, corsi di cucina, ecc.) e ottimizzando l’uso delle infrastrutture esistenti (per esempio, attraverso l’affitto di sale e auditorium).

Il turismo creativo possiede numerosi pregi, tra i quali citiamo:

  •  L’opportunità di variare l’offerta turistica di una destinazione e la possibilità – nel caso di territori che mancano di una tradizione turistica precedente – di aprirsi a un turismo di qualità ottimizzando le risorse materiali e immateriali esistenti (tradizioni, savoir-faire, artigianato, artisti…), così come le infrastrutture, i centri culturali, i monumenti, etc.
  • L’interesse dei turisti creativi per la cultura in generale e per quella della destinazione in particolare va oltre le
    mere visite ai luoghi di interesse turistico, poiché preferiscono “sperimentare” questa cultura e conoscerne i
    protagonisti. Ciò influisce positivamente sull’autostima dei cittadini autoctoni ed è molto apprezzata in un’epoca in cui le mete turistiche devono trovare un punto di equilibrio tra l’affluenza massiva dei turisti e la qualità della vita dei residenti. Questa forma di turismo, nel momento in cui propone attività legate alle tradizioni locali, permette di mantenerle vive e soprattutto che gli stessi abitanti ne riconoscano il valore.
  • Il suo carattere destagionalizzante permette un’attività turistica continuativa in molte destinazioni turistiche.
  •  La delocalizzazione geografica. Il minore interesse da parte de turisti creativi verso le tradizionali “attrazioni turistiche” contribuisce ad una migliore distribuzione spaziale all’interno della destinazione. Un turista creativo che torna a Barcellona, ad esempio, non visiterà nuovamente gli edifici emblematici, piuttosto trascorrerà il tempo nel quartiere in cui si sviluppa la sua attività creativa.
  • La capacità di armonizzarsi perfettamente con altri segmenti turistici, come il turismo gastronomico, i soggiorni linguistici, l’enoturismo, lo slow tourism, ecc ecc. permette di creare economie di scala e sinergie a livello promozionale.